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Tiggianoborgo entroterra

cod #854

CALETTA

oltre - mq 200 - piano terra
terrazzo
€ 160.000
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Sono un immobile che fa parte della realtà varia e genuina del Comune di Tiggiano, uno dei più estreme del sud Salento. Il mio territorio è il risultato di una lunga storia che ha visto fondersi diverse culture e diverse tradizioni e che tutt’oggi ne conserva i segni nei suoi scorci più intimi e addirittura nel suo nome. La tradizione vuole infatti che il toponimo Tiggiano derivi dal nome latino di persona "Tegius" (o "Tibius") con l'aggiunta del suffisso -"ano" che indica appartenenza. Il nome è riferibile a un centurione romano, al quale furono assegnate queste terre nella ripartizione delle conquiste romane.
Un territorio tanto antico quanto ricco di bellezze artistiche tra le quali spiccano le architetture religiose, tra cui: la Chiesa di Sant’Ippazio che si trova sin dalla seconda metà del 500 nel centro del paese dove gli occhi di chi lo attraversa restano incantati; poco distante si può ammirare poi la Cappella dell’Assunta sede dell'omonima Confraternita che fu edificata nella metà del XVIII secolo che conserva, tra le numerose bellezze artistiche, un organo a canne settecentesco. Un posto rilevante è occupato dal Palazzo Serafini che risale alla metà del XVII secolo, quando Angelo Serafini, divenuto feudatario del Casale di Tiggiano nel 1640, ritenne opportuno costruirvi la propria dimora per seguire da vicino le sorti della sua proprietà. Il palazzo custodisce un prezioso giardino dove, in settemila metri quadri di natura nel cuore del borgo, si possono ammirare pini, querce, lecci e profumati cespugli di timo e rosmarino.
Ma il mio Comune comprende anche un breve tratto del litorale adriatico in cui si trova la cinquecentesca Torre Nasparo (o torre de Lissano) che è un'opera di fortificazione e di difesa della costa adriatica salentina edificata nel 1565 durante la dominazione spagnola.
In un territorio dalle differenti sfumature, a Tiggiano tra Via Ugo Foscolo e Via IV Novembre, sorgo io che sono un immobile di 200 mq circa sviluppato su due livelli con doppia esposizione. Il mio piano terra si articola in quattro vani a stella, due vani per servizi, un cortile ed un garage, mentre al mio primo piano si trovano altri quattro vani più due per servizi ed un terrazzo in parte coperto ottimo per godersi dei bei momenti all'aperto e si affaccia sul territorio circostante. Grazie alle mie aperture sugli spazi esterni i miei interni sono luminosi e piacevoli.
Sono l’immobile “Caletta” e sorgo in un territorio da scoprire e da gustare che mi tiene compagnia da sempre con i suoi antichi racconti.

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Dotazioni


posto auto no
posti letto base
posti letto max
accesso disabili no
bbq
vasca idromassaggio
piscina
doccia esterna
aria condizionata
zanzariere no
lavatrice
lavastoviglie
asciugatrice
microonde no
asciugacapelli no
tv
internet
animali
recinzione animali
fumare in casa no
biancheria cucina no
biancheria letto no
biancheria bagno no

Distanze


spiaggia attrezzata
spiaggia libera
porto turistico
alimentari
bar
ristorante
farmacia
edicola
chiesa
guardia medica
stazione ferrovie locali
stazione FS
fermata autolinee
aeroporto
S.Maria Di Leuca
Otranto
Gallipoli
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Informazioni

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TIGGIANO

Piccolo centro del sud Salento, Tiggiano fa parte del consorzio Borghi Autentici d’Italia. La sua posizione, alquanto strategica, permette di raggiungere in pochi minuti la litoranea del versante adriatico, in particolare l’affascinante marina di Torre Nasparo da cui dista circa 1,5 chilometri. Si tratta di un luogo isolato e quasi sconosciuto all'interno del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, con una scogliera bassa che facilita l’accesso al mare, sempre fresco e cristallino.

Il nome Tiggiano trae le sue origini dal termine latino “predium Tiggianum”, dove predium indica un possedimento agricolo e Tiggianum, denota il nome di un proprietario fondiario a cui era stato ceduto il territorio in seguito alle guerre di conquista romane.
A motivo di ciò, pare che il paese sia stato fondato proprio da tale centurione romano dopo che gli fu affidato il territorio. In seguito la sua popolazione si estese sino a comprendere alcuni paesi limitrofi tanto che, dal 1200, Tiggiano iniziò ad appartenere al territorio di Alessano. Successivamente, il paese passò sotto la dominazione normanna, poi quella spagnola e poi in mano a diverse famiglie feudatarie, quali gli Arcella, gli Orsini del Balzo, i Gonzaga, i Brayda, i Trane, i Gallone, i Serafini-Sauli, fino a quando nel 1926 la discendenza maschile di questi ultimi si estinse.

Tiggiano conserva oggi le sue tradizioni contadine su cui si è basata sempre l’economia del paese; a livello architettonico, il paese presenta numerose opere che simboleggiano le diverse presenze sul territorio. Da visitare sicuramente, oltre alle bellissime chiese, è il palazzo Baronale costruito intorno al 1650 dalla famiglia Serafini. Dal giardino retrostante si accede al bosco; un vero e proprio museo di macchia mediterranea, ricco di alberi imponenti come pini, querce e lecci che custodiscono un tipico sottobosco, vivacizzato dagli odori caratteristici del timo, della salvia, della menta e del profumato rosmarino. Famose sono le "neviere" (cisterne scavate nella roccia utilizzate per nascondere cibi e acqua dai predatori), dimostrazione della presenza di un popolo lavoratore e in gran parte anche artigiano.

Due rinomati eventi si susseguono di anno in anno nel territorio tiggianese: la festa patronale di Sant’Ippazio durante la quale, oltre al rito religioso, si svolge anche la ricercatissima fiera di animali e di prodotti per l’agricoltura, e la sagra delle 4 pignate, così chiamata perché riproduce piatti tipici della cucina salentina cotti attraverso recipienti di terracotta (le pignate appunto). Quest’ultimi sono molto utilizzati nella cultura del basso Salento, soprattutto per cuocere legumi, cereali e minestre tipicamente al fuoco. Un prodotto esclusivo del territorio è la “pestanaca”, un particolare tipo di carota dal colore giallo-violetto che si trova solo a Tiggiano e in alcuni paesi limitrofi.

Il popolo tiggianese è definito ironicamente de “do facce”, perché sullo stemma civico del paese vi è il Dio Giano, il dio romano degli Inizi, rappresentato con due facce a indicare i giorni che passano e quelli che arrivano.




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