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Montesardoborgo entroterra

cod #433

AJARA

monolocale - mq - piano terra
giardino,cortile,terrazzo
CLASSE ENERGETICA:g
€ 40.000
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POSIZIONE
Il terreno si trova sulla SP 190 Montesardo /Barbarano, strada che permette di raggiungere con estrema facilità anche gli altri paesi dell'entroterra salentino.

DESCRIZIONE
Il terreno è di circa 5000 mq e comprende un'ajara in pietra di forma circolare.

PRO/CONTRO
Il terreno si trova fuori dal centro abitato di Montesardo. E' circondato da distese di campagne ricche di ulivi permettendo di assaporare il silenzio e la tranquillità della natura. E' uno dei pochi terreni inoltre a conservare intatta l'"ajara", tipica area circolare che veniva utilizzata per la lavorazione dei prodotti agricoli, rievocante il lavoro tramandato per secoli da generazione a generazione dal popolo locale.
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Dotazioni


posto auto no
posti letto base
posti letto max
accesso disabili no
bbq
vasca idromassaggio
piscina
doccia esterna
aria condizionata
zanzariere no
lavatrice
lavastoviglie
asciugatrice
microonde no
asciugacapelli no
tv
internet
animali
recinzione animali
fumare in casa no
biancheria cucina no
biancheria letto no
biancheria bagno no

Distanze


spiaggia attrezzata
spiaggia libera
porto turistico
alimentari
bar
ristorante
farmacia
edicola
chiesa
guardia medica
stazione ferrovie locali
stazione FS
fermata autolinee
aeroporto
S.Maria Di Leuca
Otranto
Gallipoli
Lecce
Informazioni

DalAlPrezzo
08 dicembre 15 dicembre Prenota
15 dicembre 22 dicembre Prenota
22 dicembre 29 dicembre Prenota
29 dicembre 06 gennaio Prenota
06 gennaio 02 febbraio Prenota
02 febbraio 02 marzo Prenota
02 marzo 09 marzo Prenota
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06 luglio 13 luglio Prenota
13 luglio 20 luglio Prenota
20 luglio 27 luglio Prenota
27 luglio 03 agosto Prenota
03 agosto 10 agosto Prenota
10 agosto 17 agosto Non Disponibile
17 agosto 24 agosto Non Disponibile
24 agosto 31 agosto Non Disponibile
31 agosto 07 settembre Non Disponibile
07 settembre 14 settembre Non Disponibile
14 settembre 21 settembre Non Disponibile
21 settembre 28 settembre Non Disponibile
28 settembre 26 agosto Prenota


Prenotazioni ed Informazioni






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“Fornaio, è cotto il pane? Mezzo crudo e mezzo cotto, e la colpa di chi è?....”
Montesardo è una piccola frazione del comune di Alessano, posizionata su una montagnola a 184 metri dal livello del mare. Dista poco più di 6 km dalla rinomata marina di Novaglie, località balneare di importante meta turistica per le sue affascinanti grotte e acque cristalline.

Il nome Montesardo deriva da una denominazione greca "Tracheion oros", che in latino è stata tradotta con l'espressione "Mons arduus" (aspro monte), richiamante il nome di un colle poco distante dal Capo di Leuca, da cui l'attuale termine Montesardo.

Oggi il piccolo paese costituisce il terzo territorio posto più in alto della provincia di Lecce, dopo le Serra dei Cianci e Monte Sant'Eleuterio, e per tale motivo Montesardo viene anche denominato la "Cima del Salento".
Numerosi scavi rinvenuti nel corso degli ultimi secoli hanno confermato la presenza di cospicui insediamenti tra il IX e il I secolo a.C., periodo che ha significativamente segnato l'aspetto storico e culturale del paese. Tra le architetture presenti nel territorio montesardese vi sono tre Chiese costruite tra il 1400 e il 1700 (Chiesa madre della Presentazione di Maria al Tempio, Chiesa di Santa Barbara, Chiesa dell'Immacolata) e un'importante castello fortificato dalle sue mura, parte delle quali nonostante le profonde trasformazioni subite, è tuttora visibile e circonda la parte antica del paese. La fortezza è stata costruita tra il XV e il XVI secolo, oggi denominata Castello Romasi, dal nome dei baroni Romasi che nel secolo scorso acquistarono la struttura e ne furono i proprietari fino al secondo dopoguerra. Fino al 1800, il castello presentava inoltre numerose torri e vari ingressi principali denominati "Porta la Terra", "Porta Nova", "Porta Castello" e "Porta Lo Chiuso", poi distrutte durante il periodo di dominazione tedesca.
Il piccolo borgo si porta dietro una tradizione significativa per la gente del posto, la tradizione del “furnaru”, ovvero della preparazione del pane. Erano numerose infatti le botteghe che non solo preparavano il pane ma cuocevano anche quello di coloro che lo impastavano nelle proprie case, passando con carretti per ritirare l’impasto e riportarlo appena sfornato. Non a caso, la gente del posto è riconosciuta e allegramente distinta come “Manciafucazze”.

La parte antica della città è oggi al centro di varie ricorrenze che richiamano numerosi visitatori (la festa patronale di Sant'Antonio, la fiera di Santo Stefano nel periodo post-pasquale e la sagra de "Lu porcu pri pri"), curiosi di cogliere ogni occasione per ammirare le graziose case a corte e le antiche lavorazioni, passeggiando tra l'atmosfera di musiche popolari e buon cibo.




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